Quando io e Gloria abbiamo detto a Carlo che quest’anno avremmo voluto fare una mostra dedicata esclusivamente alle artiste presenti in Collezione, ci è sembrato subito contento, quasi emozionato. Ha fatto immediatamente il nome di Shirin Neshat, da lui tanto amata, di Rebecca Horn, da poco rivista a Rivoli, e ci ha subito ricordato dei video - “importantissimi da mettere anche i video” -, soprattutto quello di Joan Jonas, quello di Grazia Toderi e la performance di Vanessa Beecroft. Poi, nel vederci allestire i lavori di Ode de Kort e Nika Neelova nella prima sala, ha iniziato a fare qualche domanda in più, stupito nel vedere quelle due opere insieme nello Spazio. A quel punto gli ho fatto i nomi di Sissi, Colette, Gazira Babeli e Giulia Cenci.
Carlo: “Ah, hai il coraggio di mettere la Cenci?”
Carlotta: “Beh, tu hai avuto il coraggio di comprarla!”
Forse questa mostra nasce anche da qui. Dal coraggio inteso come rischio: quello che ha sempre dimostrato mio nonno nel suo modo di collezionare. Non è scontato, quando si attinge a un’unica Collezione, individuare un filo conduttore concettuale. Eppure, quando le scelte e le acquisizioni nascono da istinto e passione, emergono non solo temi ricorrenti, ma vere e proprie traiettorie: le opere e le artiste diventano elementi di una narrazione che si intreccia con l’esperienza di vita del collezionista. Attraversando le sale espositive, infatti, il coraggio si rivela come una qualità che rispecchia, prima di tutto, le pratiche delle artiste.
La mostra sarà aperta presso Spazio Contemporanea fino al 13 giugno 2026 // Corsetto Sant'Agata 22, Brescia // dal giovedì al sabato dalle 15 alle 19 // ingresso gratuito